mercoledì, 19 agosto 2009
Manga viventi
La domanda che mi fanno quando parlo del viaggio che ho fatto è
”Ma è come nei manga?”
La risposta è “Si, è come nei manga”.
Prima di partire pensavo che il Manga fossero delle caricature, delle distorsioni della vita reale, beh, anche se sicuramente non si vedono ragazzette tirare calci volanti perché qualcuno ha attentato alla loro virtù (ma non posso esserne sicuro non essendo mai entrato in una delle loro scuole) moltissime cose e loro stessi mi hanno ricordato ciò che ho visto nei fumetti giapponesi.
Qualche esempio:
Ragazzine a passeggio con in mano gelati enormi (e non era per finta li mangiavano a quattro ganasce !!!),
Cameriere in posa con le mani in grembo e il busto già pronto in un accenno d’inchino (una l’ho vista da una finestra, nel caffè non c’era nessuno ma lei era lo stesso così... come se fosse una specie di posizione di riposo)
Le dita a “V” in tutte le foto.
Salutarsi ad una distanza di pochi centimetri facendo ciao con la mano.
Il resto dato con due mani con le banconote tenute distese con indice e anulare.... e un piccolo inchino, ci mancherebbe.
I bambini con il kimono delle feste andare in giro con le granite a montagnola con lo spruzzetto sopra di sciroppo coloratissimo.
I giardini tenuti benissimo con gli alberelli nani, il ponticello in pietra o rosso vivo, i laghetti e le aiuole di sabbia tirata a rastrello in forme circolari.
Gli snack di pesce, le zuppe pronte con spaghetti, gli stecchi con roba fritta (tipo wustel ricoperti di pastella... roba leggera insomma)
I paninetti dolci e le pesche rosa rosa con il culetto.
Le vecchine curve che sembrano arrotolate come una girella e hanno il volto così rugoso che pare tirato in avanti.
I bambini che alle feste portano la maschera dietro la testa come una seconda faccia.
... e le polpette di riso... buonissime, avvolte in una foglia d’alga per tenerle fresche.
Inevitabilmente ho imparato a farle...
ah... la pesca in foto costa 10000 Yen, ovvero circa 70 euro.
... si... l’una.
”Ma è come nei manga?”
La risposta è “Si, è come nei manga”.
Prima di partire pensavo che il Manga fossero delle caricature, delle distorsioni della vita reale, beh, anche se sicuramente non si vedono ragazzette tirare calci volanti perché qualcuno ha attentato alla loro virtù (ma non posso esserne sicuro non essendo mai entrato in una delle loro scuole) moltissime cose e loro stessi mi hanno ricordato ciò che ho visto nei fumetti giapponesi.Qualche esempio:
Ragazzine a passeggio con in mano gelati enormi (e non era per finta li mangiavano a quattro ganasce !!!),
Cameriere in posa con le mani in grembo e il busto già pronto in un accenno d’inchino (una l’ho vista da una finestra, nel caffè non c’era nessuno ma lei era lo stesso così... come se fosse una specie di posizione di riposo)
Le dita a “V” in tutte le foto.
Salutarsi ad una distanza di pochi centimetri facendo ciao con la mano.
Il resto dato con due mani con le banconote tenute distese con indice e anulare.... e un piccolo inchino, ci mancherebbe.
I bambini con il kimono delle feste andare in giro con le granite a montagnola con lo spruzzetto sopra di sciroppo coloratissimo.
I giardini tenuti benissimo con gli alberelli nani, il ponticello in pietra o rosso vivo, i laghetti e le aiuole di sabbia tirata a rastrello in forme circolari.
Gli snack di pesce, le zuppe pronte con spaghetti, gli stecchi con roba fritta (tipo wustel ricoperti di pastella... roba leggera insomma)
I paninetti dolci e le pesche rosa rosa con il culetto.
Le vecchine curve che sembrano arrotolate come una girella e hanno il volto così rugoso che pare tirato in avanti.
I bambini che alle feste portano la maschera dietro la testa come una seconda faccia.
... e le polpette di riso... buonissime, avvolte in una foglia d’alga per tenerle fresche.
Inevitabilmente ho imparato a farle...
ah... la pesca in foto costa 10000 Yen, ovvero circa 70 euro.
... si... l’una.
Scuoladarmi alle 11:35 in: riflessioni, giappone, diario, manga, viaggio, pesche
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La scena però più impressionante, pensandoci a ritroso, l’ho vissuta in un albergo tradizionale in cui di ritorno da un bagno “alla giapponese”, ovvero immerso nell’acqua calda a lessarmi, in Yukata (la loro vestaglia da riposo) e ciabattine chiamo l’ascensore per tornarmene in camera.
Ma il super premio per quel negozio lo vinceva a mio parere la pubblicità della “mano smanettona”. Si perché alcuni prodotti “di punta” avevano in onda, in piccoli schermi piatti in giro per il negozio, delle pubblicità con tutorial sull’utilizzo dello “strumento da sollazzo”.



Partiamo per andare a Kawaguchiko, un paese vicino al monte Fuji meta della tappa successiva a Tokyo. 