sabato, 15 agosto 2009
Fantasmi giapponesi
Una premessa, mi piace molto il modo in cui i giapponesi fanno l’horror.
Credo che “The ring” e “The grunge” siano forse i film che mi hanno impressionato di più da questo punto di vista (le versioni originali ovviamente).
Durante il viaggio diverse volte alcune ragazze con i capelli neri lisci e lunghi mi hanno portato alla mente scene di questi film. Tra queste una alle spalle di Roberta in metropolitana che faceva piccoli movimenti col capo in modo inquietante.
(la vedete in foto)
La scena però più impressionante, pensandoci a ritroso, l’ho vissuta in un albergo tradizionale in cui di ritorno da un bagno “alla giapponese”, ovvero immerso nell’acqua calda a lessarmi, in Yukata (la loro vestaglia da riposo) e ciabattine chiamo l’ascensore per tornarmene in camera.Le porte si aprono e una persona probabilmente giovane mi si fa avanti ciondolante, la testa bassa a nascondere completamente il volto. Sul momento non mi rendo conto, mi sembra semplicemente strano e, ancora stordito dal bagno caldo, semplicemente non realizzo cosa sta accadendo.
Una giovane acchiappa questa persona letteralmente per la collottola e la tira indietro.
Alzo lo sguardo e vedo la scena per intero, l’ascensore è occupato da un gruppo di disabili mentali più i loro accompagnatori.
Entro e scendo con loro sino al mio piano e nel tragitto mi viene in mente che la scena poteva essere una “sequenza da fantasmi” . Sorrido tra me e me della coincidenza.
Proprio alcuni minuti prima devo aver fatto la stessa impressione ad un signore anziano all’interno dell’Onsen (il bagno tradizionale giapponese)...
Lo saluto entrando nella sala comune per asciugarmi e lui tutto indaffarato a passarsi una crema rinfrescante si guarda intorno senza trovarmi.
I nostri sguardi si incrociano attraverso i grandi specchi dell’antibagno.
Vedo i piccoli occhietti incassati nel viso rugoso farsi grandi grandi nel vedere quel grosso straniero nudo, scuro di carnagione e tutto tatuato.
“Konnichiwa” ... riesce a rispondere alla fine.
L’educazione prima di tutto... anche con i fantasmi...
Una giovane acchiappa questa persona letteralmente per la collottola e la tira indietro.
Alzo lo sguardo e vedo la scena per intero, l’ascensore è occupato da un gruppo di disabili mentali più i loro accompagnatori.
Entro e scendo con loro sino al mio piano e nel tragitto mi viene in mente che la scena poteva essere una “sequenza da fantasmi” . Sorrido tra me e me della coincidenza.
Proprio alcuni minuti prima devo aver fatto la stessa impressione ad un signore anziano all’interno dell’Onsen (il bagno tradizionale giapponese)...
Lo saluto entrando nella sala comune per asciugarmi e lui tutto indaffarato a passarsi una crema rinfrescante si guarda intorno senza trovarmi.
I nostri sguardi si incrociano attraverso i grandi specchi dell’antibagno.
Vedo i piccoli occhietti incassati nel viso rugoso farsi grandi grandi nel vedere quel grosso straniero nudo, scuro di carnagione e tutto tatuato.
“Konnichiwa” ... riesce a rispondere alla fine.
L’educazione prima di tutto... anche con i fantasmi...









