mercoledì, 05 agosto 2009

I miei pensieri durante le corse giapponesi...


Corro al cubo

corro al cubo
Non potevo lasciarmi scappare l’occasione di provare i percorsi da running in Giappone.
Soprattutto non dopo aver letto “ What I talk about when I talk about running” di Murakami.
(a proposito, grazie ancora Andrea )
Non potevo e non l’ho fatto... in fondo non ho alcuna certezza di poterli provare in futuro.
... e mentre correvo, per qualche strano motivo continuavo a pensare a cosa stavo facendo.
Mi godevo ogni singolo istante.

Corro e corro in Giappone.
Corro in Giappone e corro con le mie Mizuno, scarpe da running giapponesi.
Corro e corro con le scarpe giapponesi comprate proprio quà, in Giappone.
... e nel mio MP3...
Capitan Harlock a tutto volume.

Corro al cubo
Scuoladarmi alle 17:23 in: giappone, viaggio, corsa, capitan harlock
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 13 agosto 2008

Gente da corsa


IMG_0516Tra i miei ultimi esperimenti di questo periodo c'è la corsa. Si, avete letto bene.
Per vari motivi quest'estate la corsa è uno dei pochi allenamenti che posso fare senza aver bisogno di coinvolgere qualcuno e praticamente ovunque e a quasi qualsiasi ora.
Onde per cui quest'estate corro... corro molto.
...e comincia a piacermi parecchio.
Dio mi salvi... sto diventando un runner.
Oramai, superato il primo scoglio dell'ora di corsa continua, i tempi lunghi, soli con il proprio cervello mentre si scarpina per i percorsi dei parchi cittadini danno di verso tempo per pensare, riordinare le idee e buttare giù a mente alcune idee per articoli nuovi... ...esattamente come questo.
Non solo. Parte del tempo viene anche impiegato per occhieggiare i "compagni" involontari di sudate, da quì l'idea di quest'articolo a metà tra diario e piccolo resoconto antropologico.
Se correre è un atto naturale, il nostro corpo è letteralmente progettato per farlo, è anche vero che come attività, se la si vuol fare bene e con profitto, è tutt'altro che scontata...
Richiede esperienza, intelligenza, e tanta tanta pratica.
Un po' come per il sesso insomma.
Questa considerazione fa da presentazione alla gallery di personaggi, giusto un assaggio, che ho incontrato durante le mie corse mattutine.

DONNE:
Lo stereotipo vuole che non sappiano guidare.
Balle. Le donne guidano benissimo e le statistiche degli incidenti e dei premi delle assicurazioni ne sono la prova.
Semmai bisogna dire che molte non sanno correre :-P


Donne in corsa…

Modello “Snap and run”
Corsa affrettata muovendo le braccia assieme a destra e a sinistra come a mimare lo schiocco delle dita come a tenere il ritmo di una musica. (atteggiamento, peraltro, alquanto demodè)

Piedi di lato
Corsa effettuata muovendo i piedi con moto ellittico all’infuori. L’andatura, che normalmente segue un corso circolare alternando i piedi uno all’altro, segue in questo caso una traiettoria esterna al ginocchio verso l’esterno.
Se è difficile da immaginare è, a mio parere, davvero difficile da fare… oltre che impossibile da guardare.

Devo dimagrire… Dio devo dimagrire…
Qualcuna confonde la perdita di grasso con la sudorazione. Le riconosci da lontano. Sono quelle infelici ragazze infagottate in giubbotto o felpe sopra la maglietta a maniche lunghe. Sudano come bestie. Un momento di esaltazione sulla bilancia appena tornate a casa e poi tutto daccapo non appena bevono.
… e meno male che lo fanno…

La passeggiata
Più che corsa direi una camminata a passo moderato. Stile shopping diciamo. In linea con le indicazioni salutistiche generali che prescrivono venti minuti di passeggiata molte signore ( e qualche attempato signore) intasano le corsie del parco camminando a linee di tre e quattro chiacchierando del più o del meno. Spesso li ritrovi dietro la curva , visibili all’ultimo, difficili da evitare.

Passeggiata… variante col cellulare.
Non avete amici da trascinare al parco nemmeno per una passeggiata da venti miseri minuti?
Qualcuno si attrezza per poter chiacchierare anche a distanza. Ingegnoso anche se il balllonzolio di chi chiacchiera rende difficile da evitare questi atleti da cellulare.
Un appunto, personale:
“Cara ragazza che incontro alle sei del mattino sul percorso pedonale vicino a città mercato marconi… ma chi diavolo trovi alle sei da chiamare al telefonino?”

Uomini in corsa...

Gli uomini non sono meno interessanti per le loro manie. La fauna dei corridori è varia, variopinta e talvolta buffa sino a rasentare la tenerezza. Vediamone qualche esempio.


Io speriamo che me la cavo
Corrono a mento basso, piccoli passi, spesso sgraziati. Sudatissimi si trascinano alle volte muniti di capellino mentre immancabili sono gli auricolari con mp3. A continuo rischio d’infarto spesso sommano in questa corsa tutta concentrata su se stessi le stesse manie delle ragazze che pensano che sudando”sciogli il grasso”.

Oddio ecco l’infarto.
Variante con atteggiamenti posturali opposti al caso precedente. La corsa avviene a mento alto, lo sguardo sembra fissare il cielo come a trarre ispirazione o chiedere una qualche forma di grazia. Sbuffano come delle locomotive tanto da rendersi palesi anche a diverse centinaia di metri di distanza (il che rende più facile evitarli se dietro una curva).

Trova l’intruso.
Immediatamente riconoscibili dall’abbigliamento improbabile o comunque molto inadatto alla corsa. Sono i classici “corridori della domenica” ma si possono vedere anche qualche lunedì mattina fedeli al precetto “ah… ma da questo lunedì inizio sul serio…” Il problema è che spesso non continuano. Corricchiano, si fermano, sembrano pensare “uh ma quanto è faticoso” si guardano in giro… magari ci riprovano per un po’.
I più abbandonano o passano alla versione “passeggiata-chiacchierata”.
Chi continua cambia abbigliamento.

Cito solo per l piacere di ricordarli in questo post altri modelli che ho identificato.
Il precisino – dalla Cina col pancione – se cammino in fretta è quasi corsa – farfalle nel cervello – ah-AH sto correndo ah-AH  e Gambone.
Scuoladarmi alle 10:59 in: diario, surreale, scazzo, corsa, magri
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)