mercoledì, 25 novembre 2009

Maestri imbattibili di Krav Maga



Come promesso ecco la descrizione degli eventi che, all’interno del post “Come diventare maestri imbattibili” mi ha fatto venire in mente la strategia “Dimostrativa/Educativa”
Riporto un breve passaggio e ricordo che il post è IRONICO (andatelo a leggere!) :

 
Quando dimostrate una tecnica colpite l’allievo con violenza.2187-23782
Fategli male.
Fategli capire chi comanda.
Instillategli il terrore della vostra stessa presenza.
Deve tremare se solo alzate un braccio.
Siate spietati…
...funziona solo se in palestra si respira un clima da campo di concentramento...
… e voi siete l’SS che passa con occhi di ghiaccio…
Nessuno vi batterà mai…

MAI

… se vi basta alzare un braccio.
 

Il mio primo impatto in assoluto con il Krav Maga è stato un impatto vero e proprio.
L’istruttore è un tipo abbastanza alto, di corporatura media, fisico asciutto da atleta.
Fa una presentazione sintetica del sistema e di se stesso poi, comincia subito con una piccola dimostrazione. Chiama uno dei nostri, lo fa mettere in guardia e dice.
“Give me a High Kick, please.”
Mario sciolto di gambe lancia un circolare. Ora non ricordo esattamente se l’istruttore si disturbò a mettere un bloccaggio o una qualche protezione. Quello che ricordo molto bene fu il piccolo spostamento di lato e il violento calcio nelle palle tirato liscio liscio.
Mario si piega in due senza emettere un suono che uno.
L’istruttore fa un’espressione sorpresa e poi chiede:
“No protection? ... No? ... Oh... Sorry...”  con un tono del tipo... E vabbè che sarà mai...

L’istruttore in questione, militare e addestratore nelle forze armate belghe, era preparatore all’epoca dei caschi blu diretti ai territori della ex-Jugoslavia. Delle belle credenziali insomma e che malgrado si possa pensare il contrario non furono disattese nè per quanto riguarda la preparazione tecnica nè per quanto riguarda la didattica.
Alla fine dell’intensivo, infatti, visto che l'obiettivo era prepararci in tempi brevi, tutti avevamo raggiunto almeno lo standard nelle tecniche di base.
Quello che mi diede gli spunti in seguito per incasellare questo personaggio nel post ironico dei Maestri Imbattibili furono diversi eventi e qualche battuta dei miei compagni di avventura, in particolare Roberto che, per questo genere di cose ha spesso delle intuizioni geniali. 
Vado a ruota libera descrivendo secondo l’ordine della mia memoria più che strettamente cronologico anche perché, a distanza di diversi anni, non ricordo dei vari stages che facemmo con lui, con precisione cosa accadde prima e cosa accadde dopo.

Quello che ricordo molto bene del primo appuntamento fu che ci maltrattò per benino, girando tra le varie coppie e preoccupandosi che ognuno di noi almeno una volta avesse avuto dimostrazione di come si dovessero eseguire le tecniche di Krav Maga.
Così di tanto in tanto durante la lezione si sentivano delle spiegazioni in un impasto di francese e inglese traballante e le urla dell’istruttore che eseguiva la tecnica (emetteva una specie di Kiai mentre tirava i colpi)
La comunicazione verbale non era il suo forte ma malgrado qualche episodio isolato si faceva capire benissimo.

Tore si beccò una procedura di ammanettamento ma a causa di una vecchia frattura al gomito il braccio il braccio rimaneva comunque piegato e la leva per portarlo pancia a terra  non veniva bene. Così l’istruttore urlava forzando la leva di girarsi, qualcuno di noi urlava che il gomito non poteva raddrizzarsi di più, Tore urlava per il dolore al braccio.
Per qualche secondo urlarono tutti qualcuno in inglese qualcuno in francese. Vista dall’esterno una situazione assurda e comica allo stesso tempo.

La mattina trascorre così. Un volontario viene richiesto per la spiegazione di una tecnica. Maltrattato un paio di volte. Quindi l’istruttore gira e coppia per coppia controlla che vada tutto bene e quando occorre da nuova dimostrazione.

Sul finire della mattinata quando ormai i volontari cominciano a scarseggiare, durante una delle sue dimostrazioni Roberto ha un’illuminazione.
“Lo senti come abbaia? Sembra un SS dei campi di concentramento... E noi gli ebrei che devono lavorare sotto il suo comando. Ogni tanto lui urla e bastona qualcuno mentre tutti stanno zitti zitti facendo finta di nulla.”

La sera lo stage si sposta in un centro di vigilanza.
Si ripete la stessa scena della mattina da noi. Si presenta. Spiega il sistema e poi mostra una tecnica per portare a terra una persona che sta dando problemi.
Chiama uno dei vigilantes e gli spiega che deve recitare la parte della persona che sta dando problemi mentre lui avrebbe fatto quella del vigilantes. Almeno così capiamo noi... Non sappiamo se sia lo stesso per il povero ragazzo in divisa...non che abbia molta importanza. Non appena fa una mossa un po’ brusca il nostro istruttore SS infila gli infila due dita in gola serrandogli il collo e lo sbatte al suolo.
Il tipo tossichierà poi per tutta la sera.

Il giorno seguente stesso copione. Una bella dimostrazione di forza e poi, fatto capire chi comanda inizio della lezione vera e propria con qualche richiamo di tanto in tanto al concetto “io sono il maschio alfa”.

Il primo weekend di addestramento ci lascia piuttosto provati. Sul finire dell’ultima sera ormai a lui bastava mimare una tecnica per ottenere effetti mirabolanti. Nessuno aveva voglia nè volontà per fare resistenza. Ancora un po’ e probabilmente avrebbe potuto metterci a terra anche a distanza, come si vede fare in alcuni video sull’uso del “KI” .

Nei successivi incontri il copione rimane immutato. Roberto comincia a soprannominarlo Sergente Zim, come uno dei protagonisti di “Fanteria dello Spazio” , il romanzo di Heinlein che, a mo’ di presentazione alle nuove reclute, sfida chiunque ad aggredirlo e dopo aver rotto un braccio all’aggressore si scusa con un : “mi spiace figliolo, forse ci sono andato un po’ pesante”
Ma è lui stesso involontariamente durante una delle sue pause a farci capire come funziona il suo metodo. Traduco per come ricordo.
“La mentalità militare è quella di mettere alla prova e sfidare l’istruttore. Bisogna far capire bene chi comanda”
... Così dopo non si hanno problemi.
Ed ecco qua la strategia per diventare maestri imbattibili del post.
Funziona di sicuro, posso garantirlo. Nessuno di noi osava fare resistenza e le tecniche gli uscivano benissimo.
Quello che posso dire a titolo strettamente personale è che un modo del genere di insegnare prescinde dalla volontà di far crescere l’allievo. Semplicemente non è il suo obiettivo primario.
In seguiti abbiamo cambiato diversi istruttori, nessuno di loro, anche se tutti addestratori di forze di pubblica sicurezza o di forze armate, ha mai avuto necessità di calcare la mano.

Di “Sergente Zim” mi rimangono delle buone basi di Krav Maga classico, una conchiglia in acciaio extra resistente e delle scene a ripensarci davvero assurde e in un certo qual modo divertenti:
Gianluca che attacca di coltello e si prende un pugno sul torace così forte da volare indietro; Alessio che a seguito di due gomitate sulla schena sperimenta lo spegnimento del cervello per qualche istante, Danilo che su minaccia di coltello prende un pugno in bocca a secco e mentre cerca di far colare meno sangue possibile sul parquet si becca il rimprovero perchè non aveva paradenti e il sottoscritto che guadagna un calcio in faccia perchè in leva a terra probabilmente si muove troppo... O forse gli stavo sulle palle, chissà...

P.S.
Il film rende molto poco il romanzo (anch'esso ironico) di Heilein ma vale comunque una visione.
Metto un link ad una selezione delle scene migliori.
Quella del braccio è a 4:40

 
giovedì, 05 novembre 2009

Bisognavalo

 

1708353058_4765e9a8d5Quando ce vo ce vo.
Vero che in quanto a casi da ricovero coatto l'ambiente delle arti marziali può dare splendidi e impareggiabili esemplari ma...
anzi MA...
credo che una volta tanto quest'esempio di abbruttimento (non so quando voluto e caricato) vada segnalato.

Sono otto minuti e zero sette di autodelirio (compiaciuto) , utilizzabile come prova che un eccesso di sangue ai muscoli può dirottarne un quantitativo importante al cervello.
... e dire che ne basterebbe poco.

No non stiamo parlando del signore qua accanto che ha messo due palle da biliardo negli slip per far si che non scomparissero all'interno della muscolatura delle cosce.

Stiamo parlando di
"in forma con Davide" 
vale la visione... anche se bastano molto meno di otto minuti per essere vaccinati.

e se vi avanza tempo:
http://askaninja.com/


Scuoladarmi alle 18:10 in: scazzo, palestra, allenamento, casi umani, comicitĂ , ninja
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sabato, 17 ottobre 2009

Sicilian Blade!


Per la serie chiacchiere da spogliatoio...
... adesso non ricordo bene come la cosa sia uscita fuori...
... ma Vito Quattrocchi e il suo Sicilian Blade, libro che tra i manuali tecnici resta nella mia top-five dei libri peggiori che abbia mai letto, è venuto a galla.
... e assieme a lui i suoi video su you tube.


a660e03ae7a0e256a12ff110.L._SL500_AA240_Ora lo so, siete gente che lavora, non avete il tempo di stare a frugare quindi in questo sabato sera di preparazione monastica all'aggiornamento che farò domani a Sorso (la sveglia è alle 5 quindi ho poco da festeggiare questo sabato) ho recuperato per voi il suo canale:

http://www.youtube.com/user/Sicilianfightingarts


Questo è in assoluto il video che preferisco:

http://www.youtube.com/watch?v=ammnBZ4BcgM&feature=related


Buona visione!
Scuoladarmi alle 19:47 in: scazzo, comicitĂ , coltello
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martedì, 11 agosto 2009

La mano smanettona


C’è un po’ l’idea che in Giappone il rapporto con il sesso in tutte le sue molteplici forme sia più libero. Avevo letto da qualche parte che regalare un libro illustrato su come fare del buon sesso sia per loro un po’ come regalare un bel libro di cucina.
Beh, impossibile dire se sia così ma di sicuro i sexy shop sono parecchio diversi.
Non che sia un grande esperto di sexy shop ma sono un uomo e ho tutti gli ormoni a posto per cui credo di poter parlare con cognizione di causa.
Tanto per cominciare sono enormi.
In quello in cui sono entrato c’erano sei piani di merce divisa per aree tematiche:
Riviste e video in diversi formati dvd, blue-ray, umd... credo fosse presente ogni genere contemplato e contemplabile purchè legale.
Vestiti di vario tipo; a parte i classici credo che ci fosse un’ampia gamma di abiti di manga famosi. Ricordo in modo vivido il vestito da sacerdotessa shintoista (avete presente Sakura , la sacerdotessa di Lamù?) e costumi da bagno a pezzo intero ... si normalissimi costumi da bagno... mah...
Sollazzi di vario genere , tra i quali spiccava il vibratore di Hello Kitty... giuro per me è stata una cosa tipo “ai confini della realtà” e la patatina portatile autoumidificante.
Il reparto bambole gonfiabili aveva un settore a parte in cui c’erano gli ultimi modelli in lattice super realistici e alcune chicche che credo solo in Giappone si possano trovare, come la bambola gonfiabile imbarazzata.


handjobMa il super premio per quel negozio lo vinceva a mio parere la pubblicità della “mano smanettona”. Si perché alcuni prodotti “di punta” avevano in onda, in piccoli schermi piatti in giro per il negozio, delle pubblicità con tutorial sull’utilizzo dello “strumento da sollazzo”.
Immaginate uno spot tipo quelli in cui descrivono le potenzialità di una nuova padella antiaderente.
In questo trovavano posto: Il prodotto (una mano con guanto bianco capace di regolare velocità e intensità della presa), una ragazza carina, un Gaijin in mutande ascellari e apparecchio per i denti stellare (di quelli che scintillano).
Ho immaginato per voli i dialoghi.
ragazza: ... ciao Jhon
ragazzo: ... sciao akiko
ragazza: ... oggi ci vuoi parlare di uno strumento davvero interessante e divertente vero jhon?
ragazzo: ... sci akiko. Oggi voglio mostrarvi uno strumento che può dare conforto a molte persone come me e di cui sono particolarmente soddisfatto.
--- vengono mostrate immagini della macchina ---
ragazza: ... Ohh. incredibile !
ragazzo: ... Sci, incredibile è la parola sgiusta akiko. Attraverso questo comodo telecomando possiamo regolare la velocità del movimento e con quest’altro
--- primo piano della mano guantata ---
andiamo a regolare la solidità della presa ...  questo consente di accontentare qualsiasi tipo di utente.
ragazza: ... è veramente un accessorio straordinario, Jhon!
ragazzo: ... Lo è, Akiko, io ne sono molto soddisfatto.
ragazza: ... Molte grazie Jhon per la tua presentazione.
ragazzo: ... Molte grascie a te Akiko per il tuo aiuto.
-- i due si inchinano di fronte alla telecamera.--- Immagini della macchina smanettona in funzione a vuoto mentre passa lo slogan in giapponese.
... qua dovete lavorare voi di fantasia...io non mi ci metto.
Scuoladarmi alle 10:06 in: giappone, viaggio, scazzo, comicitĂ , sexy shop
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mercoledì, 07 gennaio 2009

... le ragioni per cui...


Da una palestra é sicuramente più facile fuggire che da un campo di concentramento eppure a volte non lo si fa (anche se si dovrebbe). Come mai? Sulle ragioni "per cui" si potrebbe aprire un bel dibattito.

kick_in_airRiporto un commento al precedente post “come diventare maestri imbattibili” e aggiungo un piccolo aneddoto.
Non che voglia essere lo spunto per aprire un dibattito sul “perché si resta con un istruttore che ci maltratta” ma vi da un idea magari della tipologia di persone cui questo genere di istruttori piace.
… e si sa, quando una cosa piace, piace e basta… tutti i gusti son gusti no?

Diversi anni fa un mio caro amico aveva aperto un corso di Sandà in una palestra di Cagliari. Ovviamente l’occasione di esplorare una disciplina nuova non potevo lasciarmela scappare e, visto che con l’istruttore (Davide) mi ero già allenato (e parecchio bene pure) sono andato a farmi qualche lezione.
Ricordo un buon allenamento, saremo stati in otto in tutto, un numero che consente di non essere troppo dispersivi e di darci dentro se si ha voglia di lavorare seriamente.
Alla fine, come di consueto, quando si è così pochi, ci fermiamo a chiacchierare e uno degli atleti che faceva il girono una lezione di prova fa a Davide:
“Bella lezione, ma sai, io cercavo qualcosa di un po’ più da strada, più sulla difesa personale pura.”
Davide, che è uno che va subito al sodo, si volta e risponde facendo cenno verso di me:
“Beh, vai da lui …”
L’atleta, forse preso in controtempo, ribatte senza nemmeno chiedersi di cosa fossi istruttore:
“No… cioè, io pensavo a qualcosa tipo Jeet Kune Do… sai…”
E Davide, ingenuo o impietoso:
“Appunto, vai da lui.”
L’atleta quasi come se non avesse sentito continua il suo discorso, rivelandoci cosa evidentemente voleva raccontarci:
“No… è che c’è quest’istruttore di Quartu, un cinese (giuro ha detto così e ho preferito non indagare!) , e loro fanno allenamenti da strada veramente duri… pensa che a fine lezione lui passa e mentre gli atleti stanno fermi lui li picchia per dieci minuti.”
Io personalmente non sapevo come troncare la conversazione in modo elegante.
Davide schietto come sempre, dovreste conoscerlo una persona sincera e alla mano, risponde con quello che, probabilmente, stavo pensando anch’io:
“… ah … ma se vuoi una passata di colpi te la posso dare anche io…pure gratis…”

… e questo è quanto ;-) …
Scuoladarmi alle 18:12 in: ricordi, diario, arti marziali, jeet kune do, comicitĂ 
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venerdì, 12 dicembre 2008

Presa rovesciata


dagger-reverseDa un po' di tempo sto studiando Wing Tsung.
Ma l'argomento del post non è questo. Questo studio, infatti, oltre che aprirmi un'area immensa di studio e crescita  mi ha consentito di conoscere persone nuove. Una di queste è Fabio che, oltre che essere il mio maestro e la mia guida in questo nuovo ambito, Ëèanche una persona con cui trovo molte affinità.
Tra queste la passione per "i casi strani" del mondo delle arti marziali e delle persone altrettanto "strane" che lo frequentano.
Giro quindi un suo racconto, fresco di ieri sera.


Stavo parlando con questo tipo di combattimento di coltello. Beh, discutendo gli faccio: " Mah, non so... per quella che è la mia pratica mi trovo più in confidenza con la presa standard. Può essere che la presa rovesciata sia molto efficacie... non lo so, sicuramente io non la preferisco."
E lui mi risponde:
"Ah... no... no... io quando uso il coltello uso sempre la presa rovesciata."
Al che chiedo: "... e con chi la usi?"
"..." zitto. (in verità Fabio ha mimato il beep che si sente quando sta per scadere il tempo nei quiz televisivi)
"... no... e che sai... quando combatto..."
"Si... ma voglio dire... con chi ti alleni?"
"..." silenzio, di nuovo
Massi, alla fine sai cos'era? Che in un videogioco usava sempre un personaggio che usa il coltello con presa rovesciata. Ohi ohi ohi...

Grazie Fabio... :-D
Scuoladarmi alle 18:31 in: arti marziali, casi umani, comicitĂ , coltello
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lunedì, 24 novembre 2008

I Peggiori video della mia vita


Di nuovo on line...

Come festeggiare il mio ritorno sul web se non con un argomento tanto controverso come i vide di arti marziali? 1212558738855Apro quindi una discussione


Invito tutti a partecipare con i commenti. Segnalate dei video didattici o dimostrativi di arti marziali che vi hanno fatto: 1 cadere le braccia a terra ...o... 2 fatto sbellicare dalle risate ...o... 3 indignato profondamente ...o... 4 annoiato sino al sonno ...o... 5 intristito per la pochezza del personaggio o delle tecniche.

Posto subito il mio... primo, vi avviso, di una possibile lunga serie: La Palma d'Oro per avermi nel'ordine: fatto sbellicare dalle risate, cadere le braccia a terra e intristito sulla pochezza del maestro è Street fighting di Davide Ferretti.

Un video che ho già avuto modo di recensire, e stroncare, per la bassissima qualità dell'esposizione (scazzata), del montaggio (senza capo né coda), nonché per l'opinabilità delle tecniche mostrate.

Alcuni flash per darvi un'idea: 15 minuti di sparring di braccia (fatto male) in cui un piccoletto le suona ad uno grande e imbranato (...le migliori Sequenze vengono poi mostrate al rallenty... uuuhhh) .

 Una scena in cui Ferretti mostra pack sao e lap sao con l'aria annoiata del maestro che ripete la lezione per l'ennesima volta. Alcune sequenze fatte per strada in cui Ferretti termina le tecniche proiettando il suo “aggressore” su una serranda e , in un'altra, dentro un cespuglio.
Passo la mano a voi...
Scuoladarmi alle 17:54 in: recensioni, video, arti marziali, scazzo, jeet kune do, comicitĂ 
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martedì, 29 luglio 2008

MangiaCavallo …


1212558738855Prima di tutto evitiamo facili battute.
Poi, fate una cosa: Andate a vedervi i video.

http://it.youtube.com/watch?v=DrM8sJi2LW4&NR=1

http://it.youtube.com/watch?v=BBZVCCCtlTY&feature=user

http://it.youtube.com/watch?v=fCNHCzXoDvQ&feature=user

Fatto? Bene.

I tag appropriati per un video del genere a mio avviso sono: rustico, amatoriale, improvvisato e
 “c’ho-la-telecamera-nuova-e-non-vedo-l’ora-di-usarla-e-magari-così-divento-famoso-e-nessuno
-mi-prenderà-più-in-giro-a-scuola-perché-faccio-giettcundò-e-taìbocs”

La segnalazione mi arriva da Emanuele (si, con una emme sola… no non è Manu) su mia gentile richiesta.
Il suo commento nella mail in allegato alla segnalazione è stato : "Di certo non è il peggio in circolazione, anzi, ma di certo il ragazzo non è che ne capisca molto.”
Un buon modo di commentare, senza infierire troppo, la pochezza di questi filmati realizzati male (uno è stato pubblicato tutto storto) e con contenuti al limite del ridicolo involontario.
Altro da aggiungere? No.

Andrea Mangiacavallo sembra un bravo ragazzo che si allena e magari ha piacere di dare un po’ di visibilità a quelle che sono le sue “conoscenze”.

Termino con quello che ho risposto ad Emanuele, nel ringraziarlo di queste piccole delicate perle di filmati:
“… un giorno si vergognerà di questi filmati. Purtroppo sarà troppo tardi.”
mercoledì, 02 luglio 2008

La vera difesa personale


boratCi sono ambiti in cui la normale difesa personale non arriva.
Ovvero:
Come zittire una donna?
Come difendersi dagli artigli di un ebreo?
Come far si che la propria moglie smetta di stuprarci?

Dopo la lunghissima recensione di "Senza paura" ecco la difesa personale secondo Borat.
Buona visione!

Scuoladarmi alle 17:21 in: film, surreale, scazzo, stupro, comicitĂ , difesa personale, antistupro
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lunedì, 26 maggio 2008

Tecniche old style

Si può arrivare al grottesco. Come no.
Ieri mentre spiegavo uno dei sistemi per uscire dalla posizione di “guardia”
(vedi foto
BJJU+031 al lato) ho avuto un flash e mi sono ricordato di una delle prime sequenze di “difesa personale femminile” mirata all’anti-stupro che ho visto su questa situazione.

Tanto tempo fa... così tanto che avevo ancora i capelli ed erano così folti che avevo difficoltà a tenerli a bada. ... per darvi un quadro del tempo trascorso: tiravo anche i calci volanti... e la chiudo qui.

Comunque...
Praticamente per uscire da quella situazione la donna avrebbe dovuto afferrare saldamente un braccio, tirarlo a se, muovere il bacino all’infuori tenendo il braccio 17703811.G240armbarfromguarddell’aggressore aderente a se, infilare la gamba pari al braccio sulla faccia, spingere con le gambe mantenendo il braccio avverso a contatto in modo che il gomito non sfugga, realizzare la chiave al braccio.
“...con attenzione, perché il braccio si potrebbe anche rompere...”
eggià... mai esagerare...

Adesso, l’idea che una donna possa realizzare una cosa del genere si scontra con le seguenti considerazioni:

che in una situazione drammatica come lo stupro possa realizzare un’azione che è complessa anche solo da descrivere ( guardate foto in alto se volete avere un’idea di cosa sia la tecnica descritta),

che richiede grande coordinazione, velocità e una certa “grinta” nel portarla a termine,

che probabilmente è più leggera e meno forte del suo aggressore,

che si trova a dover tenere una leva, a meno che non sia abbastanza forte da rompere il braccio... davvero poco probabile, e che dunque non sta guadagnando nessuna possibilità di fuga .

La cosa mi ha fatto ridere parecchio. Tecniche davvero figlie di altri tempi.
Davvero allora credo che non si avesse la minima concezione di ciò che era anche solo minimamente plausibile se si pensa che la leva in questione è difficile da realizzare anche per un uomo che lotta con un altro uomo.

Per rinfrescarmi la memoria allora sono andato a rivedermi un grande classico della difesa personale femminile “old style”: Manuale di autodifesa delle donne.
Una meraviglia, se lo trovate (è parecchio fuori produzione), compratelo subito e tenetevelo ben stretto perché l’autore inanella una perla di saggezza dietro l’altra.

Cito i suoi consigli in caso di stupro:

Per la serie: “Basta che respiri. Ma va bene anche se non è troppo fredda.”

“Non pensate che basti aver superato i 25 anni o essere minori di 16 per essere al sicuro; anche una cinquantenne o una sessantenne può essere desiderabile. Se è vero che una donna giovane e bella rischia maggiormente di essere aggredita sessualmente, i fatti dimostrano che non sempre gli stupratori badano all’età e all’aspetto delle loro vittime.”

Pe la serie: “Grazie, ora che lo so sono molto più tranquilla.”

“Esiste una sola tecnica che permette all’aggressore di violentarvi senza che possiate reagire. Fortunatamente la userà raramente , per ignoranza. L’uomo vi dovrebbe stendere sul ventre voltandovi le braccia sulla schiena e tenendole ferme con il peso del petto. In tal modo avrebbe le mani libere per allargarvi le cosce. (...) avete tuttavia una piccolissima possibilità: il colpo della giumenta infuriata.”

Dite la verità... volete conoscere questo colpo vero?
Eccolo... con tutte le varianti ... buon divertimento.

“Sollevate la testa con violenza per colpire al naso il vostro aggressore. Se, diffidente, mette la testa accanto alla vostra per proteggersi il naso o, romantico, per sussurrarvi i suoi stati d’animo, non vi resta che un tentativo: girare la testa verso di lui e strappargli l’orecchio con un morso.”

...Che brutalità... che barbarie...
Scuoladarmi alle 11:04 in: , arti marziali, scazzo, stupro, comicitĂ , difesa personale, antistupro
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