martedì, 09 giugno 2009
La calata dei barbari 5
L'ultimo prima di un riassunto che tiri un pò le fila di quanto scritto.
Buona lettura!
Il fatto è che la Tradizione non esiste.
Non so se vi rendete conto della “blasfemia” di un’affermazione del genere per chi pratica sistemi marziali tradizionali.
Il concetto di tradizione come conservazione di una pratica immutata nel tempo attraverso diverse generazioni è nel migliore dei casi una semplificazione ingenua o un’astrazione lontanissima dalla realtà. Il semplice passaggio di informazioni da una persona all’altra trasforma le informazioni stesse.
Avete presente il vecchio “gioco del telefono”?
Qualcosa del genere, ma potenziato... Provo a spiegarlo:
Quando passate un'informazione il ricevente la acquisisce secondo i suoi paramenti ovvero i suoi filtri personali e la rielabora in modo da poterla tenere in memoria secondo altri schemi che gli derivano dall’educazione, capacità e propensioni intellettive, stato emotivo etc.
A sua volta questa stessa persona quando trasmetterà quest’informazione modificata la modificherà a sua volta usando quelli che sono i suoi strumenti comunicativi... in soli due passaggi abbiamo già la deformazione della deformazione della deformazione.
Moltiplicate per persona e poi per generazioni...
Così nascono i miti e le leggende.... e visto che siamo in tema di blasfemia , anche le religioni.
Ma siamo andando oltre e perdendo il filo. Riprendiamo l’argomento ponendo una domanda:
“Il fatto che la tradizione non esista come conservazione cristallina delle informazioni, come pone tutti quei sistemi marziali che richiamano la loro efficacia e il loro senso ad un sapere tradizionale e tramandato”?
Prendetevi il tempo di rispondere sino al prossimo post.
Io mi prendo un po’ di tempo per rielaborare e riordinare i vari concetti che ho esposto in questi micro-articoli.
alla prossima...
Scuoladarmi alle 17:31 in: riflessioni, ricordi, diario, blog, arti marziali, ricerca, barbari
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I testi sono di una comicità surreale che trovo irresistibile.