giovedì, 22 ottobre 2009

Messer Tristezza



Questo post se lo gusteranno meglio i praticanti di Nova Scrimia che conoscono la terminologia. In particolare Roberto, uno dei miei compagni d’arme di quest’avventura alla riscoperta della radici marziali occidentali, che a questi eventi ha assistito di persona.

Ebbene nel periodo precedente al primo Campus in Sardegna di Nova Scrimia vennero avviati anche i primi corsi istruttori. Di quel periodo e di quello precedente in cui l’argomento “scherma e arte marziale occidentale” si affacciava alla mia pratica ho aneddoti bellissimi ... Ci sarà tempo anche per quelli.

Comunque, in quel periodo come sempre capita nei corsi istruttori vennero attirati tutta una serie di persone ma soprattutto di personaggi che rimangono a mio parere pietre miliari della comicità involontaria.
Uno di questi, cui questo post è interamente dedicato è quello che venne ribattezzato Messer Tristezza o, dai meno benevoli, Messer Agonia.
Per darvi due parametri, questo bell’ometto aveva i suoi bei gap coordinativi e alcune resistenze piuttosto evidenti ad un apprendimento diciamo su standard ordinari.
Questi due aspetti, che in un neofita sono da considerarsi come prova di buona volontà nell’impegnarsi in un sistema marziale, venivano squalificati dal fatto che vista una tecnica la prima volta pretendeva di spiegarla al suo compagno d’allenamento...  e se questi si mostrava poco convinto cercava anche di dimostrargliela, con le buone o con le cattive.
Perché, sapete, era anche cintura nera di due sistemi tradizionali.
No, non abbiamo mai voluto sapere come abbia fatto ad ottenere quei gradi.

Di questo personaggio rimarranno memorabili:
Il fatto che chiamava “sbilenco” il colpo Sgualembro ... e non lo faceva apposta, proprio confondeva i termini (vabbè il suo Sgualembro era effettivamente sbilenco).

La volta che iniziò un allenamento e al primo affondo accusò uno strappo muscolare rimanendo il resto del tempo facendo streetching. In quell’occasione benedimmo il fatto che nessuno avrebbe lavorato con lui.

Quando in sede d’esame cercò di spacciare una tecnica di Aikido (almeno credo che fosse tale) per una difesa da Daga tratta dal Flos Duellatorum e poi, messo alle strette si fosse giustificato così: “vabbè, tanto più o meno è la stessa cosa”.

Credo che in quel frangente da un capo all’altro dei cieli si siano unite le urla disperate di Sensei Ueshiba e di Magistro Fiore.

Scuoladarmi alle 06:57 in: ricordi, arti marziali, casi umani, nova scrimia
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)
Commenti
#1    22 Ottobre 2009 - 10:24
 
Me lo ricordo bene quel tipo!
Mi è capitato di allenarmici insieme ed anche che lui volesse spiegarmi alcune cose su un esercizio che in realtà non aveva capito!
...ricordo anche che durante gli assalti di fine lezione mi sono sfogata e l'ho mazzulato facendogli fare una pessima figura
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente robertaplaisant

#2    22 Ottobre 2009 - 16:30
 
 ... la mia mogliettina adorata...

utente anonimo

#3    23 Ottobre 2009 - 18:55
 
Uno dei 3:
1)Quello che Messer Bieco ribattezzò "Custu Mohammed"
2)Il temibile Sandokan
3)Uno che per caso è anche sottufficiale della GdF, nonchè frequentante il corso NPIAMA?
                                                                      Faina
utente anonimo

#4    23 Ottobre 2009 - 21:49
 
 ... mi sa che te lo sei perso...
... fortunatamente ;-)
utente anonimo

#5    26 Ottobre 2009 - 16:07
 
LOL!
Fa piacere scoprire che certa gente non la incontro solo io...
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