lunedì, 28 settembre 2009
Casi da spogliatoio 2
Ho iniziato a fare pugilato in una palestra piccola piccola che aveva lo spazio giusto per il ring, tre sacchi e tipo due metri quadrati dove potevi fare un po’ di corsetta in tondo.... a mo’ di asinello alla macina.Fu una bella esperienza. Ruspante direi, che mi diede modo oltre che di affacciarmi alla nobile arte anche di conoscere un sacco di persone davvero in gamba.
Tra queste ne ricordo alcune in modo particolare.
Il primo è un ragazzo ben piazzato che faceva il buttafuori e veniva per tenere allenati i riflessi. Quando gli chiesi se faceva qualche arte marziale oltre che boxe scosse la testa come se disapprovasse anche solo l’idea... “no...ho imparato per strada”
Un altro era un vero e proprio armadio.
Per darvi un’idea delle proporzioni con i guantoni indosso immaginatevi tenendo due mele piccole in mano. Con lui ho scambiato alcune volte. La prima volta ero davvero preoccupato di cosa poteva succedermi, invece lui era un vero signore, toccava appena perché con un dislivello tale di peso “era pericoloso” ... e poi, mi aveva confidato, aveva un po’ paura di essere colpito al tronco.
Infine, accidenti a me che non ricordo il nome, un arabo che al termine di un allenamento a base di corda e sacco, vedendomi provato, mi aveva consigliato di mangiare qualcosa di molto caldo, per riprendere energie.
“... molto utile anche dopo atto sessuale ... “ aveva aggiunto finendo di allacciarsi le scarpe.
Manca il maestro che, come tutte le persone che hanno condiviso il loro sapere e le loro esperienze con me, occupa un posto speciale nella mia memoria.
Ma a lui dedicherò un post a parte.
Scuoladarmi alle 10:20 in: ricordi, palestra, allenamento, pugilato
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Questo risale ai miei primi mesi di pratica nelle arti marziali. Palestra di Karatè Shotokan, ero piccolino, grassottello ma nonostante questo in un Karate-gi un po’ troppo grande per me. Durante un esercizio ci mettiamo in fila e uno dei ragazzini più grandi mi passa davanti. Più grande di me, più alto in grado (una cintura verde mi pare) quando gli faccio notare che c’ero prima io si gira e mi fa lo sguardo cattivo. Non faccio a tempo a spaventarmi che il maestro lo richiama all’ordine.
Il nostro istruttore di turno non era affatto contento del nostro Kiai ("grido di guerra" che va fatto assieme all'esecuzione di un colpo) . Così, serissimo, risolve di passare al metodo tradizionale per fare uscire fuori il nostro grido di guerra.
Un giorno in palestra mi fa: “ Sai massimo ho inventato un modo per dimagrire che mi piace. - pausa - uso il vino. Venerdì notte mi sono sbronzato a vino e poi sabato ho vomitato tutta la mattina. Oh... non ci crederai ma domenica avevo perso un chilo.”