lunedì, 18 maggio 2009
La calata dei barbari 3
Il cambiamento avviene sempre a posteriori. O meglio viene individuato a posteriori.
Sul momento è impossibile percepirlo solo dopo, quando ormai sono evidenti i segni del suo passaggio si cerca di ricostruire cosa è successo. Spesso si sceglie un evento a mo' di simbolo.
E' così che a scuola studiamo la storia.
Allo stesso modo voglio portare anch'io un evento-simbolo di ciò che mi ha fatto abbracciare la fede dei barbari delle arti marziali. Siamo a fine novembre del 1995, e con un gruppo di amici e praticanti stiamo andando nel Nord Sardegna a incontrare un maestro che, nelle nostre speranze dovrebbe sostituire il precedente maestro di kung fu tradizionale rivelatosi una vera delusione.
Marzialmente e umanamente.
Fa un freddo cane e nell'ultimo tratto di strada troviamo anche la neve. Finalmente arrivati in quello che ai nostri occhi appariva più come un tempio che una palestra incontriamo il Maestro che, non dimenticherò mai la sua espressione, evidentemente si aspettava praticanti meno giovani. Una volta dentro scopriamo che lui, il KungFu tradizionale che interessava a noi non lo praticava né lo insegnava.
(si più volte mi sono chiesto che diamine di informazioni avessimo preso)
Tre ore di viaggio a vuoto e dovevamo ancora rientrare... così, dato che siamo là, decidiamo di fare una lezione. Lui si mette i colpitori (i guanti focali o da passata usati nella boxe) e dice: “bene, vediamo come colpite”. Inizio io. (almeno così ricordo) Una bella doccia fredda.
Non riuscivo ad arrivare a bersaglio, non riuscivo nemmeno a far partire i colpi con uno scarto di tempo almeno decente quando posizionava i colpitori. Quando alla fine riesco, tutto scomposto a colpire il mio pugno risulta fiacco o strisciato. Avvilito lascio il posto ad uno dei miei amici e compagni di pratica.
Quest'episodio per me segna il cambiamento. Anche se, onestamente, il cambiamento probabilmente è stato successivo.
Avevo deciso di abbracciare una nuova via... ma non sapevo nemmeno qual'era ne dove portava.
Alla prossima...










