mercoledì, 07 gennaio 2009
... le ragioni per cui...
Da una palestra é sicuramente più facile fuggire che da un campo di concentramento eppure a volte non lo si fa (anche se si dovrebbe). Come mai? Sulle ragioni "per cui" si potrebbe aprire un bel dibattito.
Riporto un commento al precedente post “come diventare maestri imbattibili” e aggiungo un piccolo aneddoto.
Non che voglia essere lo spunto per aprire un dibattito sul “perché si resta con un istruttore che ci maltratta” ma vi da un idea magari della tipologia di persone cui questo genere di istruttori piace.
… e si sa, quando una cosa piace, piace e basta… tutti i gusti son gusti no?
Diversi anni fa un mio caro amico aveva aperto un corso di Sandà in una palestra di Cagliari. Ovviamente l’occasione di esplorare una disciplina nuova non potevo lasciarmela scappare e, visto che con l’istruttore (Davide) mi ero già allenato (e parecchio bene pure) sono andato a farmi qualche lezione.
Ricordo un buon allenamento, saremo stati in otto in tutto, un numero che consente di non essere troppo dispersivi e di darci dentro se si ha voglia di lavorare seriamente.
Alla fine, come di consueto, quando si è così pochi, ci fermiamo a chiacchierare e uno degli atleti che faceva il girono una lezione di prova fa a Davide:
“Bella lezione, ma sai, io cercavo qualcosa di un po’ più da strada, più sulla difesa personale pura.”
Davide, che è uno che va subito al sodo, si volta e risponde facendo cenno verso di me:
“Beh, vai da lui …”
L’atleta, forse preso in controtempo, ribatte senza nemmeno chiedersi di cosa fossi istruttore:
“No… cioè, io pensavo a qualcosa tipo Jeet Kune Do… sai…”
E Davide, ingenuo o impietoso:
“Appunto, vai da lui.”
L’atleta quasi come se non avesse sentito continua il suo discorso, rivelandoci cosa evidentemente voleva raccontarci:
“No… è che c’è quest’istruttore di Quartu, un cinese (giuro ha detto così e ho preferito non indagare!) , e loro fanno allenamenti da strada veramente duri… pensa che a fine lezione lui passa e mentre gli atleti stanno fermi lui li picchia per dieci minuti.”
Io personalmente non sapevo come troncare la conversazione in modo elegante.
Davide schietto come sempre, dovreste conoscerlo una persona sincera e alla mano, risponde con quello che, probabilmente, stavo pensando anch’io:
“… ah … ma se vuoi una passata di colpi te la posso dare anche io…pure gratis…”
… e questo è quanto ;-) …
Riporto un commento al precedente post “come diventare maestri imbattibili” e aggiungo un piccolo aneddoto. Non che voglia essere lo spunto per aprire un dibattito sul “perché si resta con un istruttore che ci maltratta” ma vi da un idea magari della tipologia di persone cui questo genere di istruttori piace.
… e si sa, quando una cosa piace, piace e basta… tutti i gusti son gusti no?
Diversi anni fa un mio caro amico aveva aperto un corso di Sandà in una palestra di Cagliari. Ovviamente l’occasione di esplorare una disciplina nuova non potevo lasciarmela scappare e, visto che con l’istruttore (Davide) mi ero già allenato (e parecchio bene pure) sono andato a farmi qualche lezione.
Ricordo un buon allenamento, saremo stati in otto in tutto, un numero che consente di non essere troppo dispersivi e di darci dentro se si ha voglia di lavorare seriamente.
Alla fine, come di consueto, quando si è così pochi, ci fermiamo a chiacchierare e uno degli atleti che faceva il girono una lezione di prova fa a Davide:
“Bella lezione, ma sai, io cercavo qualcosa di un po’ più da strada, più sulla difesa personale pura.”
Davide, che è uno che va subito al sodo, si volta e risponde facendo cenno verso di me:
“Beh, vai da lui …”
L’atleta, forse preso in controtempo, ribatte senza nemmeno chiedersi di cosa fossi istruttore:
“No… cioè, io pensavo a qualcosa tipo Jeet Kune Do… sai…”
E Davide, ingenuo o impietoso:
“Appunto, vai da lui.”
L’atleta quasi come se non avesse sentito continua il suo discorso, rivelandoci cosa evidentemente voleva raccontarci:
“No… è che c’è quest’istruttore di Quartu, un cinese (giuro ha detto così e ho preferito non indagare!) , e loro fanno allenamenti da strada veramente duri… pensa che a fine lezione lui passa e mentre gli atleti stanno fermi lui li picchia per dieci minuti.”
Io personalmente non sapevo come troncare la conversazione in modo elegante.
Davide schietto come sempre, dovreste conoscerlo una persona sincera e alla mano, risponde con quello che, probabilmente, stavo pensando anch’io:
“… ah … ma se vuoi una passata di colpi te la posso dare anche io…pure gratis…”
… e questo è quanto ;-) …
Scuoladarmi alle 18:12 in: ricordi, diario, arti marziali, jeet kune do, comicitÃ
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