lunedì, 22 dicembre 2008

Come diventare Maestri imbattibili

Avvertenza: il post è IRONICO.

...magari così evito di cestinare le valanghe di commenti di "anonimi" che leggono tre righe, non capiscono un accidente e mi inondano di insulti.

A tutti gli altri Buon Natale.

... e buona lettura.


leonidaNon penserete davvero che diventare “maestri imbattibili” sia così difficile?

E’ un traguardo come un altro, basta sapere esattamente come raggiungere l’obiettivo e fare, puntigliosamente, tutti i passi necessari per raggiungerlo.

Continuate a leggere.

(prego immaginare voce impostata alla Vittorio Gassman)

“LEGGERLO VI FARA’ APRIRE GLI OCCHI”

O, nella peggiore delle ipotesi, vi spingerà a cercare di diventare maestri imbattibili.

…E se vi va davvero male… davvero davvero male, potreste anche riuscirci.

 

Vediamo di analizzare l’obiettivo.

 

Punto uno: diventare Maestri.

Questo lo risolviamo in fretta in fretta.

Fate un corso (spesso basta un weekend),

Fatelo lontano, il più lontano possibile per dare un tono ricercato al vostro attestato;

Fatelo se possibile con qualcuno molto quotato in modo da brillare di luce riflessa;

Fate molte foto con tutti i maestri importanti con cui venite in contatto.

Serve altro?

Livello tecnico, capacità di insegnare, esperienza?

No.

 

Il livello tecnico non è misurabile.

Potete sempre dire che non mostrate tutto quello che sapete.

Perché: “E’ riservato solo ai miei discepoli più meritevoli” (che ovviamente rimangono segreti)

La vostra capacità di insegnamento non è misurabile.

Potete sempre dire che l’allievo non si impegna abbastanza o che la vostra arte non è per tutti.

Perché: “… ci vuole dedizione assoluta… Io quando mi allenavo…” e qua inventatevi una qualche storia mirabolante ma non troppo. Lasciate intendere senza svelare. Come le spogliarelliste migliori.

La vostra esperienza non è misurabile né quantificabile.

Siete troppo giovani? Vuol dire che siete dei talenti.

Siete troppo anziani? … chissà quanta esperienza avete alle spalle.

Non si sa da chi avete imparato o da quanto praticate?

Questo è il caso migliore… ognuno si immaginerà chissà cosa, se sapete stimolarne la fantasia.

Tutto ciò che serve davvero è un po’ di faccia tosta. Nemmeno tanta.

 

Punto due: Diventare imbattibili.

Anche questo, se sapete gestirvi, più che raggiungibile.

Anche questo richiede solo un po’ di faccia tosta.

Per diventare imbattibili, infatti basta evitare di combattere.

Non:

 Evitare di combattere spesso

 o evitare di combattere con i vostri allievi

o evitare di combattere per motivi poco onorevoli o quant’altro.

Ma:

Evitare di combattere, sempre e in ogni caso.

Punto.

… e dire tutto il contrario…

Ovviamente.

 

 

Naturalmente avrete bisogno di alcuni metodi efficaci per gestire una “politica” del genere.

 

Mistico: “Il tuo livello di energia interiore è troppo basso. Non reggeresti un confronto con me.”

Morale: “Si combatte solo quando è a rischio la propria vita”

Pietistico: “Potrei ferirti gravemente… o persino ucciderti.”

Segreto: “… già… per farmi rubare le mie strategie di combattimento vero? No grazie!”

Religioso: “ Ho fatto un voto.”

Sprezzante: “Non sei degno.”

 

Infine… quello che funziona meglio di tutti…

 

Dimostrativo/educativo:

Quando dimostrate una tecnica colpite l’allievo con violenza.

Fategli male.

Fategli capire chi comanda.

Instillategli il terrore nella vostra stessa presenza.

Deve tremare se solo alzate un braccio.

Siate spietati… funziona solo se in palestra si respira un clima da campo di concentramento...

… e voi siete l’SS che passa con occhi di ghiaccio…

Se siete abbastanza bravi in questo, potete mandare alle ortiche i precedenti passaggi.

 

Nessuno vi batterà mai

MAI

… se vi basta alzare un braccio.

 

Scuoladarmi alle 10:11 in: maestri, ironia, arti marziali, scazzo, strategie, difesa personale
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venerdì, 12 dicembre 2008

Presa rovesciata


dagger-reverseDa un po' di tempo sto studiando Wing Tsung.
Ma l'argomento del post non è questo. Questo studio, infatti, oltre che aprirmi un'area immensa di studio e crescita  mi ha consentito di conoscere persone nuove. Una di queste è Fabio che, oltre che essere il mio maestro e la mia guida in questo nuovo ambito, Ëèanche una persona con cui trovo molte affinità.
Tra queste la passione per "i casi strani" del mondo delle arti marziali e delle persone altrettanto "strane" che lo frequentano.
Giro quindi un suo racconto, fresco di ieri sera.


Stavo parlando con questo tipo di combattimento di coltello. Beh, discutendo gli faccio: " Mah, non so... per quella che è la mia pratica mi trovo più in confidenza con la presa standard. Può essere che la presa rovesciata sia molto efficacie... non lo so, sicuramente io non la preferisco."
E lui mi risponde:
"Ah... no... no... io quando uso il coltello uso sempre la presa rovesciata."
Al che chiedo: "... e con chi la usi?"
"..." zitto. (in verità Fabio ha mimato il beep che si sente quando sta per scadere il tempo nei quiz televisivi)
"... no... e che sai... quando combatto..."
"Si... ma voglio dire... con chi ti alleni?"
"..." silenzio, di nuovo
Massi, alla fine sai cos'era? Che in un videogioco usava sempre un personaggio che usa il coltello con presa rovesciata. Ohi ohi ohi...

Grazie Fabio... :-D
Scuoladarmi alle 18:31 in: arti marziali, casi umani, comicità, coltello
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