domenica, 30 marzo 2008
Troppo caldo per allenarsi quindi difesa personale. (che come si sa non è allenamento)
Questo racconto risale dritto dritto alle mie prime esperienze con la kickboxing. Per chi conosce l'ambiente do subito un parametro per inquadrare il periodo:
Pantaloni con le stelline lungo la gamba modello bandiera americana e guantoni dai colori improbabili.
Ecco ci siamo capiti.
Insomma era il primo anno che praticavo e a fine giugno l'istruttore ci annuncia che per luglio, per chi vuole continuare, si sarebbe fatta solo difesa personale: tutta tecnica perché "già c'è caldo, se poi sudiamo..."
Facevo già Jeet Kune Do e proprio perché stavo muovendo i primi passi nell'ambito della difesa personale mi interessava dare uno sguardo a tutto ciò che vi fosse attinente.
Decido di provare la prima lezione.
Vi do due flash di cosa vidi.
Prima immagine (difesa da pugno):
L'istruttore si pone di fronte all'allievo esperto e gli dice.
"Allora uno vi attacca di diretto" - fa cenno di colpirlo -
"voi mettete i pugni in copertura" mette i pugni nudi di fronte alla faccia come se avesse i guantoni
"Poi rientrate con diretto sinistro , diretto destro e circolare al fianco."
Mi sto zitto ma uno dei miei compagni da voce ai miei dubbi :
"Scusa ma non è che senza guantoni il pugno ci fa male alle mani?"
L'istruttore, un po' seccato: " eh... ma se lo prendi in faccia è peggio."
La risposta viene accettata senza riserve.
Seconda immagine (difesa da strangolamento da dietro):
"Bene, adesso vediamo come ci si difende se uno vi prende da dietro al collo"
L'istruttore fa cenno al suo allievo esperto di andare dietro di lui e strangolarlo.
Quest'ultimo, meno sprovveduto nella lotta di quando non si direbbe, gli fa uno strangolamento a triangolo con le braccia e lo trascina indietro.
L'istruttore strabuzza gli occhi, prova una manovra poi batte per essere liberato.
Si gira verso l'allievo e fa...
"... si ma non così forte..."
Poi...su uno strangolamento più delicato, esegue la tecnica.
Presa alle braccia e calcio all'indietro lungo.
Decido di rendere quella prima lezione anche l'ultima.
Luglio e agosto li ho fatti al mare.
lunedì, 24 marzo 2008
Se la lingua tagliasse come spada, quanti morti ci sarebbero.
Questo episodio risale ai primi anni che facevo Jeet Kune Do. Mi ero scontrato, a volte nel vero senso della parola, con una realta ben diversa a quella cui ero abituato e vedevo il combattimento in un'ottica completamente differente.
Facevo già full contact e avevo avuto le mie prime esperienze di pugilato ma decisamente poter "usare tutto" cambiava molto i parametri dello scontro.
Si, di quel primo periodo ricordo sperimentazioni di sparring furibondi con i primi caschetti con la grata.
Pace all'anima loro, non durarono granchè.
Ad ogni modo...
In fumetteria incontro un tipo con cui avevo fatto kung fu tradizionale. Scambiamo quattro chiacchiere, dopo di che, con la stessa aria che avrei poi ritrovato nel film "fight club" mi dice: "Ma lo sai che sto andando al poetto e con un gruppo stiamo facendo combattimenti a pieno contatto senza protezioni?"
Mi soppesa con sufficienza "...altro che i combattimentini che favevamo in palestra... pieno contatto e (mi mistra il pugno) nocche nude..."
Gli chiedo, un po' da stronzo, come mai non ha nemmeno un segno in faccia.
Lui, stupefatto dalla mia evidente impreparazione sull'argomento: "Ma in faccia non ci colpiamo!"
Io, stronzo in continuo rialzo: " Ma come ... e che combattimenti sono? Nella realtà la maggior parte dei colpi si tirano al volto!"
Lui, nemmeno minimamente scomposto : "... stai sbagliando tutto. Per strada i colpi in faccia sono rarissimi... Si vede che non hai molta esperienza di combattimento."
Disgustato lasciai il mio numero di Sandman sullo scaffale e feci la mia uscita di scena "in stile" dal negozio.
Poi ci ripensai e tornai a comprarlo.
Scuoladarmi alle 11:23 in:
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giovedì, 20 marzo 2008
Sulle storie di Ninja che girano a Cagliari credo potrei fare un intero blog tematico.
Ve lo risparmio... a voi e a me stesso.
Non escludo però che man mano che mi vengano in mente piano piano... ben intermezzate per darvi il tempo di riprendervi... aggiungerò altre storie.
Questa che ho scelto per iniziare è una delle più succose.
Tempo addietro esisteva una scuola di Ninjutsu a Cagliari, anzi per la prercisione in zona di Quartucciu. Assolutamente segreta.
Ci si poteva giungere solo attraverso amicizie o persone che vi praticavano.
All'epoca ci feci un salto anch'io... e ci trascorsi un mesetto.
Si, ok... che volete farci... mettetemi pure in croce... ero giovane ed ero curioso.
Un giorno vi racconterò di cosa videro le mie fosche pupille durante gli allenamenti ma per ora vi racconto solo ciò che seppi in seguito sulla parabola ascendente e discendente del dojo ninja segreto. (erano iga o koga?... mi pare iga... ma tantè...)
Il gran maestro, uno che diceva di essere posseduto spiritualmente da un ninja storico del 1600, (si avete letto bene) era solito batezzare i suoi allievi più esperti con nomi "spirituali" che identificavano il loro vero essere.
Si perchè lui vedeva anche le auree delle persone.
Così diceva, "tu sarai spada... tu fuoco", e così via.
Sennonchè uno degli allievi scopre un fumetto giapponese dove ritrova sia la storia dell'incarnazione del ninja del 1600 sia questa del nuovo nome.
Morale della favola gli ex allievi si riuniscono, ne parlano e poi vanno in gruppo all'apertura della palestra e dicono al gran maestro testuali parole:
"...o chiudi o ti rompiamo il culo"
Il Gran Maestro Ninja opta per chiudere. Sia lui che quello del 1600.
A mio modo di vedere questo è davvero un lieto fine.
P.S. Non tutti i ninja vengono per nucere:
vorrei sottolineare che ci sono persone a cagliari che studiano il ninjutsu o Budotaijutsu (spero di averlo scritto bene) in modo serio.
Un saluto ai ragazzi della bujinkan... che di queste storie ne conoscono parecchie.
Scuoladarmi alle 17:41 in:
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mercoledì, 19 marzo 2008
Bene, si comincia.
...Questo è un piccolo esperimento.
Volendo usare termini letterari si tratta di un diario di viaggio.
Volendo essere un po' più terra terra quà dentro butterò un po' tutte le impressioni , le idee e le esperienze che non trovano posto nella mia attività quotidiana.
E' la versione scritta di quelle scatole in cui raccogliamo oggetti, foto e bigliettini che non ci servono ma che allo stesso tempo non vogliamo buttare.
Ah... studio e insegno arti marziali...
se vi piacciono o se semplicemente vi diverte l'idea di dare uno sguardo "dietro le quinte" forse avete trovato il posto giusto.
Ogni grande viaggio inizia con un passo.
...Per quelli più piccoli spesso un post è più che sufficiente.
Scuoladarmi alle 10:24 in:
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