mercoledì, 25 novembre 2009

Maestri imbattibili di Krav Maga



Come promesso ecco la descrizione degli eventi che, all’interno del post “Come diventare maestri imbattibili” mi ha fatto venire in mente la strategia “Dimostrativa/Educativa”
Riporto un breve passaggio e ricordo che il post è IRONICO (andatelo a leggere!) :

 
Quando dimostrate una tecnica colpite l’allievo con violenza.2187-23782
Fategli male.
Fategli capire chi comanda.
Instillategli il terrore della vostra stessa presenza.
Deve tremare se solo alzate un braccio.
Siate spietati…
...funziona solo se in palestra si respira un clima da campo di concentramento...
… e voi siete l’SS che passa con occhi di ghiaccio…
Nessuno vi batterà mai…

MAI

… se vi basta alzare un braccio.
 

Il mio primo impatto in assoluto con il Krav Maga è stato un impatto vero e proprio.
L’istruttore è un tipo abbastanza alto, di corporatura media, fisico asciutto da atleta.
Fa una presentazione sintetica del sistema e di se stesso poi, comincia subito con una piccola dimostrazione. Chiama uno dei nostri, lo fa mettere in guardia e dice.
“Give me a High Kick, please.”
Mario sciolto di gambe lancia un circolare. Ora non ricordo esattamente se l’istruttore si disturbò a mettere un bloccaggio o una qualche protezione. Quello che ricordo molto bene fu il piccolo spostamento di lato e il violento calcio nelle palle tirato liscio liscio.
Mario si piega in due senza emettere un suono che uno.
L’istruttore fa un’espressione sorpresa e poi chiede:
“No protection? ... No? ... Oh... Sorry...”  con un tono del tipo... E vabbè che sarà mai...

L’istruttore in questione, militare e addestratore nelle forze armate belghe, era preparatore all’epoca dei caschi blu diretti ai territori della ex-Jugoslavia. Delle belle credenziali insomma e che malgrado si possa pensare il contrario non furono disattese nè per quanto riguarda la preparazione tecnica nè per quanto riguarda la didattica.
Alla fine dell’intensivo, infatti, visto che l'obiettivo era prepararci in tempi brevi, tutti avevamo raggiunto almeno lo standard nelle tecniche di base.
Quello che mi diede gli spunti in seguito per incasellare questo personaggio nel post ironico dei Maestri Imbattibili furono diversi eventi e qualche battuta dei miei compagni di avventura, in particolare Roberto che, per questo genere di cose ha spesso delle intuizioni geniali. 
Vado a ruota libera descrivendo secondo l’ordine della mia memoria più che strettamente cronologico anche perché, a distanza di diversi anni, non ricordo dei vari stages che facemmo con lui, con precisione cosa accadde prima e cosa accadde dopo.

Quello che ricordo molto bene del primo appuntamento fu che ci maltrattò per benino, girando tra le varie coppie e preoccupandosi che ognuno di noi almeno una volta avesse avuto dimostrazione di come si dovessero eseguire le tecniche di Krav Maga.
Così di tanto in tanto durante la lezione si sentivano delle spiegazioni in un impasto di francese e inglese traballante e le urla dell’istruttore che eseguiva la tecnica (emetteva una specie di Kiai mentre tirava i colpi)
La comunicazione verbale non era il suo forte ma malgrado qualche episodio isolato si faceva capire benissimo.

Tore si beccò una procedura di ammanettamento ma a causa di una vecchia frattura al gomito il braccio il braccio rimaneva comunque piegato e la leva per portarlo pancia a terra  non veniva bene. Così l’istruttore urlava forzando la leva di girarsi, qualcuno di noi urlava che il gomito non poteva raddrizzarsi di più, Tore urlava per il dolore al braccio.
Per qualche secondo urlarono tutti qualcuno in inglese qualcuno in francese. Vista dall’esterno una situazione assurda e comica allo stesso tempo.

La mattina trascorre così. Un volontario viene richiesto per la spiegazione di una tecnica. Maltrattato un paio di volte. Quindi l’istruttore gira e coppia per coppia controlla che vada tutto bene e quando occorre da nuova dimostrazione.

Sul finire della mattinata quando ormai i volontari cominciano a scarseggiare, durante una delle sue dimostrazioni Roberto ha un’illuminazione.
“Lo senti come abbaia? Sembra un SS dei campi di concentramento... E noi gli ebrei che devono lavorare sotto il suo comando. Ogni tanto lui urla e bastona qualcuno mentre tutti stanno zitti zitti facendo finta di nulla.”

La sera lo stage si sposta in un centro di vigilanza.
Si ripete la stessa scena della mattina da noi. Si presenta. Spiega il sistema e poi mostra una tecnica per portare a terra una persona che sta dando problemi.
Chiama uno dei vigilantes e gli spiega che deve recitare la parte della persona che sta dando problemi mentre lui avrebbe fatto quella del vigilantes. Almeno così capiamo noi... Non sappiamo se sia lo stesso per il povero ragazzo in divisa...non che abbia molta importanza. Non appena fa una mossa un po’ brusca il nostro istruttore SS infila gli infila due dita in gola serrandogli il collo e lo sbatte al suolo.
Il tipo tossichierà poi per tutta la sera.

Il giorno seguente stesso copione. Una bella dimostrazione di forza e poi, fatto capire chi comanda inizio della lezione vera e propria con qualche richiamo di tanto in tanto al concetto “io sono il maschio alfa”.

Il primo weekend di addestramento ci lascia piuttosto provati. Sul finire dell’ultima sera ormai a lui bastava mimare una tecnica per ottenere effetti mirabolanti. Nessuno aveva voglia nè volontà per fare resistenza. Ancora un po’ e probabilmente avrebbe potuto metterci a terra anche a distanza, come si vede fare in alcuni video sull’uso del “KI” .

Nei successivi incontri il copione rimane immutato. Roberto comincia a soprannominarlo Sergente Zim, come uno dei protagonisti di “Fanteria dello Spazio” , il romanzo di Heinlein che, a mo’ di presentazione alle nuove reclute, sfida chiunque ad aggredirlo e dopo aver rotto un braccio all’aggressore si scusa con un : “mi spiace figliolo, forse ci sono andato un po’ pesante”
Ma è lui stesso involontariamente durante una delle sue pause a farci capire come funziona il suo metodo. Traduco per come ricordo.
“La mentalità militare è quella di mettere alla prova e sfidare l’istruttore. Bisogna far capire bene chi comanda”
... Così dopo non si hanno problemi.
Ed ecco qua la strategia per diventare maestri imbattibili del post.
Funziona di sicuro, posso garantirlo. Nessuno di noi osava fare resistenza e le tecniche gli uscivano benissimo.
Quello che posso dire a titolo strettamente personale è che un modo del genere di insegnare prescinde dalla volontà di far crescere l’allievo. Semplicemente non è il suo obiettivo primario.
In seguiti abbiamo cambiato diversi istruttori, nessuno di loro, anche se tutti addestratori di forze di pubblica sicurezza o di forze armate, ha mai avuto necessità di calcare la mano.

Di “Sergente Zim” mi rimangono delle buone basi di Krav Maga classico, una conchiglia in acciaio extra resistente e delle scene a ripensarci davvero assurde e in un certo qual modo divertenti:
Gianluca che attacca di coltello e si prende un pugno sul torace così forte da volare indietro; Alessio che a seguito di due gomitate sulla schena sperimenta lo spegnimento del cervello per qualche istante, Danilo che su minaccia di coltello prende un pugno in bocca a secco e mentre cerca di far colare meno sangue possibile sul parquet si becca il rimprovero perchè non aveva paradenti e il sottoscritto che guadagna un calcio in faccia perchè in leva a terra probabilmente si muove troppo... O forse gli stavo sulle palle, chissà...

P.S.
Il film rende molto poco il romanzo (anch'esso ironico) di Heilein ma vale comunque una visione.
Metto un link ad una selezione delle scene migliori.
Quella del braccio è a 4:40

 
domenica, 15 novembre 2009

Nessuno si aspetta l'Inquisizione spagnola!


stephane-denis
Da dove comincio?

Perché questo titolo?

...e chi è la persona in foto?






Comincio con due raccomandazioni.

La prima: Per capire bene questo post è necessario leggersi il post precedente “no comment” e, se avete tempo “Come diventare maestri imbattibili”.
La seconda: Questo è un post un po’ più lungo dei soliti.

Quindi, se non avete molto tempo, molta voglia, o siete capitati su questo blog per caso pensando parlasse davvero di “fight club” è il momento giusto per aprire la pagina dei preferiti e preferire qualcos’altro. :-)

Bene.
Questo post parla di moderazione e con questo intendo il fatto che da ora in avanti i commenti verranno moderati. Metto un filtro anticipato a chi non ha alcuna voglia di discutere e, soprattutto, di leggere. Che senso ha mettere un commento se non si è nemmeno letto il post o il commento a cui ci si riferisce?
Per qualcuno evidentemente ha senso. Un po’ come quelle persone che mentre parlate non vi ascoltano, stanno già preparando la risposta ...e spesso ve la danno senza curarsi se avete finito o no di parlare.

E’ il caso di questi ultimi post e dei commenti che ne sono seguiti.
La storia in breve è questa.
1) Arriva un commento sul post “in forma con Davide” in cui mi si rinfaccia il mio modo di allenare e di praticare.
Pubblico il commento nel post “no comment” (se non l’avete ancora fatto leggetelo altrimenti non ne capirete nulla) e do risposta.
2) In risposta al post “No comment” lo stesso utente scrive e lascia intendere che il suo precedente commento era una reazione ad un mio post in cui lancerei delle accuse ad un noto istruttore di Cagliari. La frase esatta è “ ...non volevo fare polemica o altro,ma ho ben letto il post inerente la palestra,il maestro,alzare una mano..SS e via dicendo...”
3) Per una questione di correttezza oltre che di rispetto verso il collega istruttore commento a mia volta chiedendo ragione di queste accuse e di indicare dove avrebbero avuto luogo. La risposta non tarda ad arrivare solo che... ...non c’è alcuna risposta.

Risultato:
Vengo accusato di insultare i miei colleghi (cosa che detesto quando viene fatta in qualsiasi ambito ...e chi mi conosce lo sa bene) e poi non si da nessuna giustificazione a queste accuse. Nemmeno di striscio.
Nulla da eccepire sulle opinioni di chi ha commentato, ognuno ha le sue idee ed è giusto che sia così... e giusto per correttezza questo ultimo post non è diretto a lui.

Internet è uno strumento utilissimo ma di cui non vanno sottovalutati gli aspetti negativi.
In nome di una impropria “liberà di pensiero” (perchè dire tutto quello che si vuole senza curarsi di ciò che si dice si chiama parlare a vanvera) si è messo in dubbio la correttezza dei post pubblicati in questo blog e in cattiva luce un professionista che ha la sola colpa di avere tra gli allievi o i simpatizzanti una persona che non riflette quando scrive.
E’ increscioso e giustamente non deve ripetersi.
Quindi, da oggi i commenti verranno moderati.

... e per tutti quelli che ce l’hanno fatta a leggere sin qui le risposte alle grandi domande di inizio post! :-D

Se non sapete da dove viene la frase “nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola” avete bisogno di una seria rieducazione cinematografica! E’ stata scelta come titolo del post perché l’ho trovata emblematica di questa strana situazione. Una frase semanticamente corretta, che non vuol dire un cazzo ma con cui bisogna fare i conti. :-D
Uh, era perfetta... Non potevo resistere.

La foto è quella del protagonista del mio prossimo post.
Svelo da dove è derivata la parte relativa al Maestro imbattibile che usa la strategia SS con gli occhi di ghiaccio.
Imperdibile!!!

Buona notte e buona fortuna! ;-)
 

Scuoladarmi alle 11:21 in:
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giovedì, 12 novembre 2009

No comment


"Come scrittore non sei male,ma hai mai pensato di prendere qualche lezione da Pruneddu?Almeno capiresti cosa significa lavorare col coltello,DARE LA GIUSTA CARICA AI PROPRI ALLIEVI e tante altre cose..ah vero..tu non vivi di arti marziali,non sei un vero marzialista che per mangiare ha bisogno di chi ti segua e riponga fiducia in te,ossia i tuoi allievi;non è neccessario che in palestra si respiri aria da SS Nazi..ma neanche aria di fresh and clean
Michele
utente anonimo"


Questo commento è stato inserito nel post dedicato ai video "in forma con Davide". 
Dubito che riguardi il post.
Preciso per chi non mi conosce. 
Non vivo di arti marziali, non mi piace l'idea di farne un lavoro con tutto il (sincero) rispetto per chi lo fa.
Di sicuro non ho bisogno che qualcuno mi segua e riponga la propria fiducia su di me.
Credo che ognuno dovrebbe porre la propria fiducia su se stesso.
Per quanto riguarda l'aria che si respira in palestra... beh... non parlo di aria.
Grazie per i complimenti come scrittore.
Troppo buono.
Massimo.

Scuoladarmi alle 07:50 in:
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giovedì, 05 novembre 2009

Bisognavalo

 

1708353058_4765e9a8d5Quando ce vo ce vo.
Vero che in quanto a casi da ricovero coatto l'ambiente delle arti marziali può dare splendidi e impareggiabili esemplari ma...
anzi MA...
credo che una volta tanto quest'esempio di abbruttimento (non so quando voluto e caricato) vada segnalato.

Sono otto minuti e zero sette di autodelirio (compiaciuto) , utilizzabile come prova che un eccesso di sangue ai muscoli può dirottarne un quantitativo importante al cervello.
... e dire che ne basterebbe poco.

No non stiamo parlando del signore qua accanto che ha messo due palle da biliardo negli slip per far si che non scomparissero all'interno della muscolatura delle cosce.

Stiamo parlando di
"in forma con Davide" 
vale la visione... anche se bastano molto meno di otto minuti per essere vaccinati.

e se vi avanza tempo:
http://askaninja.com/


Scuoladarmi alle 18:10 in: scazzo, palestra, allenamento, casi umani, comicità, ninja
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venerdì, 30 ottobre 2009

Rambo dell'aria

 
rambo_wideweb__470x345,0Un post al volo.
Torno a casa dopo essere stato in aeroporto... avrei dovuto scriverlo al ritorno di questo breve viaggio ma il volo è stato spostato a domani causa incidente tra aereo e stormo di uccelli.
Mentre si aspettava per sapere se si sarebbe partiti o meno noto due del servizio di sicurezza.
Pistola in fondina, di cui uno portava la cosciale e qualcos'altro fissato in cintura.
Mi avvicino chiedendomi perchè una fondina cosciale visto che non aveva a tracolla un'arma lunga e noto che il secondo non ha nessun sistema di ritenzione dell'arma... è una fondina di quelle da "gara" ... ad estrazione rapida...
da parte di chiunque...
Poi osservo bene l'altro oggetto.
Tutti e due portavano assieme alla pistola anche un coltello tattico da combattimento.
Dunque.
Ragazzi, vi parlo con tutto l'affetto di questo mondo:
Ma che accidenti ve ne fate? Esauriti i proiettili in un improbabile conflitto a fuoco darete l'assalto ai terroristi all'arma bianca? ... o vi serve come sistema di controllo delle masse?
Tipo quando perdono l'aereo?
La cosa triste è che avevano tutta l'aria di sentirsi dei gran cowboy in perfetta tenuta da combattimento.
Ve lo dico giusto perchè nel caso possiate regolarvi.
Chi vi guarda pensa queste due cose:
fanatici... o incompetenti...
Scuoladarmi alle 20:06 in: scazzo
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giovedì, 22 ottobre 2009

Messer Tristezza



Questo post se lo gusteranno meglio i praticanti di Nova Scrimia che conoscono la terminologia. In particolare Roberto, uno dei miei compagni d’arme di quest’avventura alla riscoperta della radici marziali occidentali, che a questi eventi ha assistito di persona.

Ebbene nel periodo precedente al primo Campus in Sardegna di Nova Scrimia vennero avviati anche i primi corsi istruttori. Di quel periodo e di quello precedente in cui l’argomento “scherma e arte marziale occidentale” si affacciava alla mia pratica ho aneddoti bellissimi ... Ci sarà tempo anche per quelli.

Comunque, in quel periodo come sempre capita nei corsi istruttori vennero attirati tutta una serie di persone ma soprattutto di personaggi che rimangono a mio parere pietre miliari della comicità involontaria.
Uno di questi, cui questo post è interamente dedicato è quello che venne ribattezzato Messer Tristezza o, dai meno benevoli, Messer Agonia.
Per darvi due parametri, questo bell’ometto aveva i suoi bei gap coordinativi e alcune resistenze piuttosto evidenti ad un apprendimento diciamo su standard ordinari.
Questi due aspetti, che in un neofita sono da considerarsi come prova di buona volontà nell’impegnarsi in un sistema marziale, venivano squalificati dal fatto che vista una tecnica la prima volta pretendeva di spiegarla al suo compagno d’allenamento...  e se questi si mostrava poco convinto cercava anche di dimostrargliela, con le buone o con le cattive.
Perché, sapete, era anche cintura nera di due sistemi tradizionali.
No, non abbiamo mai voluto sapere come abbia fatto ad ottenere quei gradi.

Di questo personaggio rimarranno memorabili:
Il fatto che chiamava “sbilenco” il colpo Sgualembro ... e non lo faceva apposta, proprio confondeva i termini (vabbè il suo Sgualembro era effettivamente sbilenco).

La volta che iniziò un allenamento e al primo affondo accusò uno strappo muscolare rimanendo il resto del tempo facendo streetching. In quell’occasione benedimmo il fatto che nessuno avrebbe lavorato con lui.

Quando in sede d’esame cercò di spacciare una tecnica di Aikido (almeno credo che fosse tale) per una difesa da Daga tratta dal Flos Duellatorum e poi, messo alle strette si fosse giustificato così: “vabbè, tanto più o meno è la stessa cosa”.

Credo che in quel frangente da un capo all’altro dei cieli si siano unite le urla disperate di Sensei Ueshiba e di Magistro Fiore.

Scuoladarmi alle 06:57 in: ricordi, arti marziali, casi umani, nova scrimia
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sabato, 17 ottobre 2009

Sicilian Blade!


Per la serie chiacchiere da spogliatoio...
... adesso non ricordo bene come la cosa sia uscita fuori...
... ma Vito Quattrocchi e il suo Sicilian Blade, libro che tra i manuali tecnici resta nella mia top-five dei libri peggiori che abbia mai letto, è venuto a galla.
... e assieme a lui i suoi video su you tube.


a660e03ae7a0e256a12ff110.L._SL500_AA240_Ora lo so, siete gente che lavora, non avete il tempo di stare a frugare quindi in questo sabato sera di preparazione monastica all'aggiornamento che farò domani a Sorso (la sveglia è alle 5 quindi ho poco da festeggiare questo sabato) ho recuperato per voi il suo canale:

http://www.youtube.com/user/Sicilianfightingarts


Questo è in assoluto il video che preferisco:

http://www.youtube.com/watch?v=ammnBZ4BcgM&feature=related


Buona visione!
Scuoladarmi alle 19:47 in: scazzo, comicità, coltello
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sabato, 10 ottobre 2009

Un intrigante mistero



Si dice, ed è vero, che una lingua dica molto sul popolo che la parla.
Quando per gioco e per necessità ho studiato un po’ di giapponese mi sono trovato di fronte ad una struttura grammaticale estremamente semplice e allo stesso tempo incredibilmente complicata da diversi “registri” di dialogo.
Ovvero i termini vengono modificati a seconda che chi si ha di fronte sia gerarchicamente superiore o inferiore, abbia confidenza con noi o meno.
Ognuno faccia le proprie illazioni da queste basi sulla mentalità giapponese... :-)


In questo periodo sempre per gioco e con l’idea di fare prima o poi un hebrew_bibleintensivo di Krav Maga in Israele mi sto cimentando con la lingua ebraica.
Da buon Kravist, mi aspettavo una lingua semplice, pratica, essenziale.
Al limite, avrò problemi per la pronuncia...
...e l’alfabeto... Oh... e dovrò abituarmi alla lettura che è inversa alla nostra ma per il resto ...
Per il resto un corno.

Considerate che noi come italiani abbiamo credo il poco invidiabile primato di avere una delle lingue più difficili da imparare. Concordiamo e coniughiamo tutto, abbiamo un sacco di eccezioni per non parlare di mostri in via di estinzione come la Consecutio temporum .

Ma l’ebraico non è da meno. Non solo anche loro coniugano e concordano tutto ma, oh, questa è fantastica, mettono al maschile e al femminile anche i verbi.
... e la pronuncia è davvero un casino e le lettere sembrano tutte uguali ...oltre al fatto che le vocali non esistono e sono rappresentate da microscopici puntini e linette messi sotto o dentro le consonanti.


La domanda allora è lecita:
Siamo sicuri che il Krav Maga sia ebraico?
Perché mi chiedo (a parte chi me lo ha fatto fare di tuffarmi in un’impresa del genere) che diamine di popolazione può avere una lingua tanto intricata e un sistema di combattimento tanto semplice?
... ma soprattutto, quando andrò a fare questo benedetto intensivo, con che persone mi troverò ad allenarmi?
Un intrigante mistero!
 
Scuoladarmi alle 18:41 in: krav maga
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lunedì, 05 ottobre 2009

Casi da spogliatoio 3



chuck-norrisIn verità questo post dovrebbe titolarsi: “Teorie da spogliatoio”
Probabilmente dovuto all’acqua che dalle docce viene portata goccia a goccia dagli atleti che si asciugano, la terra portata con le scarpe usate fuori rende lo spogliatoio un ambiente fertile per il germogliare di interessanti teorie.
Teorie che, in linea con quelle che sono le leggi di natura, alle volte germogliano e danno sorprendenti frutti, altre volte decadono, ritornano alla terra e creano un humus capace di dare vita a nuove meravigliose specie.
Così di tanto in tanto, andando in giro e provando palestre diverse, mentre altri seminano, annaffiano e fanno crescere, io, zitto zitto, raccolgo.
Esattamente dall’albero, senza cuocerle né lavarle, eccovene un cestino.
Sotto. In corsivo. Il mio commento.

“...credo che Bruce Lee, alla fine, l’abbia ucciso la triade cinese. Aveva rivelato troppo delle arti marziali. Devono aver mandato uno dei loro assassini che conoscono quelle arti dei tocchi mortali...”

< ...e Chuck Norris allora? >

“La dieta vegetariana? Funziona troppo bene. Un periodo ero diventato vegetariano e mangiavo solo mozzarella a pranzo. Oh!... Dimagrito moltissimo e avevo anche un sacco di energie. Poi un’amica mi ha detto... Ma sei troppo magro ! ... Allora ho ripreso a mangiare carne”

< ... Troppo tardi, la mozzarella era già arrivata al cervello...>

Un ragazzo senza sapere che praticavo Kali filippino, parla di un istruttore che conoscevo.

“... E poi ho visto queste tecniche di Kali col coltello. ... Cioè, uno ti attacca col coltello e lui ...e ti taglia il polso ...e ti taglia il braccio e ti taglia la gola... Eh... Troppo così... Cioè ... Che cazzo stai facendo?...”

<... Mh... Kali filippino?...>

“Secondo me bisogna iniziare dal fare le cose più difficili. Perchè poi quando ti alleni a farle dopo, quelle più facili vengono subito.”

<  Certo... Iniziamo dai calci volanti...>

“Guarda, lascia perdere i pesi. Gonfiano e basta e non servono a niente. Perché poi il muscolo quando è molto grosso si allunga male ed è poco reattivo. ... E diventi lento.”

< ... Se rimango immobile forse penserà che sono morto e smetterà di parlare con me.>



Scuoladarmi alle 21:31 in: ricordi, diario, arti marziali, kali filippino
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lunedì, 28 settembre 2009

Casi da spogliatoio 2


MILOC LOGOHo iniziato a fare pugilato in una palestra piccola piccola che aveva lo spazio giusto per il ring, tre sacchi e tipo due metri quadrati dove potevi fare un po’ di corsetta in tondo.... a mo’ di asinello alla macina.
Fu una bella esperienza. Ruspante direi, che mi diede modo oltre che di affacciarmi alla nobile arte anche di conoscere un sacco di persone davvero in gamba.
Tra queste ne ricordo alcune in modo particolare.

Il primo è un ragazzo ben piazzato che faceva il buttafuori e veniva per tenere allenati i riflessi. Quando gli chiesi se faceva qualche arte marziale oltre che boxe scosse la testa come se disapprovasse anche solo l’idea... “no...ho imparato per strada”

Un altro era un vero e proprio armadio.
Per darvi un’idea delle proporzioni con i guantoni indosso immaginatevi tenendo due mele piccole in mano. Con lui ho scambiato alcune volte. La prima volta ero davvero preoccupato di cosa poteva succedermi, invece lui era un vero signore, toccava appena perché con un dislivello tale di peso “era pericoloso” ... e poi, mi aveva confidato, aveva un po’ paura di essere colpito al tronco.

Infine, accidenti a me che non ricordo il nome, un arabo che al termine di un allenamento a base di corda e sacco, vedendomi provato, mi aveva consigliato di mangiare qualcosa di molto caldo, per riprendere energie.
“... molto utile anche dopo atto sessuale ... “  aveva aggiunto finendo di allacciarsi le scarpe.
 
Manca il maestro che, come tutte le persone che hanno condiviso il loro sapere e le loro esperienze con me, occupa un posto speciale nella mia memoria.
Ma a lui dedicherò un post a parte.
 
Scuoladarmi alle 10:20 in: ricordi, palestra, allenamento, pugilato
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